QUANTO VALE CASA MIA?

estimo 1200x780I nostri consigli per stimare il reale prezzo del tuo immobile.

Per poter attribuire un valore al nostro immobile ci viene in aiuto l’Estimo che è quella disciplina che fornisce gli strumenti metodologici per dare un giudizio di valore di un bene.

Qui non vogliamo fare una lezione di Estimo ma dare soltanto alcuni consigli pratici per arrivare più vicino possibile a determinare il più probabile valore che potrebbe essere attribuito al nostro immobile in una contrattazione di compravendita. E quindi fare una richiesta giusta che ci permetterà di vendere bene e prima il nostro immobile.

Abbiamo parlato di valore per distinguerlo dal prezzo. Infatti, il valore è una cifra che scaturisce da un giudizio, ossia è quella cifra che il perito estimatore ritiene congrua per quel bene in quel momento, ma che può variare nel tempo e nel luogo. Quindi per uno stesso bene possiamo avere diversi valori attribuiti da periti diversi, mentre il prezzo che è la quantità di denaro effettivamente pagata per un determinato bene è un dato certo ed è uno solo, invariabile nel tempo e nel luogo.

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QUALE LEGGE INTRODUCE IL PUP E QUALI SONO I CONTENUTI FONDAMENTALI DELLA LEGGE 865/1971?

foto palazzo per parallelo

 

Cosa modifica la legge Tognoli rispetto alla 765/1967?

La legge 765/67 (la cosiddetta legge ponte, perché fece da "ponte" tra la legge urbanistica fondamentale, e cioè la legge 1150/1942, e la cosiddetta legge Bucalossi, vale a dire la legge 10/1977) stabiliva gli spazi destinati a parcheggio di cui debbono essere obbligatoriamente dotate le costruzioni: per ogni 20 mc di costruito prevedeva 1 mq di parcheggi.
La legge 122/1989 nota come legge Tognoli incrementa la superficie destinata a parcheggi prevedendone 1 mq per ogni 10 mc. Inoltre all'art.9 disciplina i parcheggi su aree private: negli edifici – sia di proprietà individuale che di proprietà condominiale – si possono realizzare parcheggi, da destinare a pertinenza delle singole unità immobiliari, nel sottosuolo del fabbricato, nei locali siti al piano terreno del fabbricato nonché nel sottosuolo di aree pertinenziali esterne al fabbricato;

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NORMATIVA RIGUARDANTE I LOCALI D’ABITAZIONE

abitDECRETO MINISTERIALE 5 LUGLIO 1975

MODIFICAZIONI ALLE ISTRUZIONI MINISTERIALI 20 GIUGNO 1896 RELATIVAMENTE ALL'ALTEZZA MINIMA ED AI REQUISITI IGIENICO SANITARI PRINCIPALI DEI LOCALI D'ABITAZIONE.

Viste le istruzioni ministeriali 20-6-1896, concernenti la compilazione dei regolamenti locali sull'igiene del suolo e dell'abitato;

Considerata la necessità di apportare d'urgenza modifiche alle predette istruzioni ministeriali 20-6-1896 per la parte riguardante l'altezza minima ed i requisiti igienico-sanitari principali dei locali d'abitazione, in attesa di procedere all'aggiornamento della restante parte delle istruzioni ministeriali stesse (1);

Decreta:

Art. 1

[1] L'altezza minima interna utile dei locali adibiti ad abitazione è fissata in m 2,70, riducibili a m 2,40 per i corridoi, i disimpegni in genere, i bagni, i gabinetti ed i ripostigli.

[2] Nei comuni montani al di sopra dei m 1.000 s.l.m. può essere consentita, tenuto conto delle condizioni climatiche locali e della locale tipologia edilizia, una riduzione dell'altezza minima dei locali abitabili a m 2,55.

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RESPONSABILITA’ DEL DIRETTORE DEI LAVORI IN CASI DI ILLECITI EDILIZI

architetto

Importante principio riguardante le responsabilità del direttore dei lavori nel caso di illeciti edilizi è stato emesso dalla Corte di Cassazione con sentenza 46477  del 10 ottobre c.a.

Secondo la Cassazione, infatti, "la giurisprudenza di legittimità è ferma nel ritenere che il direttore dei lavori non risponde degli illeciti edilizi solo se presenta denuncia di detti illeciti ai competenti uffici dell'Amministrazione comunale e se rinuncia all'incarico osservando per entrambi gli adempimenti l'obbligo della forma scritta. Nel caso di specie, gli odierni imputati non hanno segnalato le difformità ai competenti organi comunali, ma si sono limitati a richiamare il committente, salvo dimettersi dall'incarico dopo avere avuto il rilascio del permesso di costruire in sanatoria da loro stessi richiesto".

Pertanto : il direttore dei lavori, per evitare di essere coinvolto nelle responsabilità conseguenti ad un abuso edilizio, non può semplicemente lasciare l'incarico, ma deve spiegare le cause delle dimissioni e denunciare il committente.

COSA SI NTENDE PER CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO E QUALI PROCEDURE SI DEVONO ATTIVARE?

LANDING destinazione d usoCosa si intende per cambio di destinazione d’uso?

Per cambio di destinazione d’uso (CdU) si intende l’insieme delle attività volte alla modifica della destinazione d’uso delle unità immobiliari e/o edilizie esistenti, rispetto alle funzioni e/o all’interno delle stesse funzioni individuate dalle N.T.A. del P.R.G. vigente. Il CdU con o senza opere è subordinato alla corresponsione del contributo di costruzione da determinarsi in base a quanto disposto dalla normativa vigente.

 

Quali procedure si devono attivare per un Cambio di Destinazione d'uso?

In urbanistica si definisce destinazione d’uso di un immobile l’insieme delle modalità e delle finalità di utilizzo del manufatto edilizio.
Tra le diverse destinazioni d’uso, vi sono quella residenziale, quella commerciale o quella industriale.

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