QUALE LEGGE INTRODUCE IL PUP E QUALI SONO I CONTENUTI FONDAMENTALI DELLA LEGGE 865/1971?

foto palazzo per parallelo

 

Cosa modifica la legge Tognoli rispetto alla 765/1967?

La legge 765/67 (la cosiddetta legge ponte, perché fece da "ponte" tra la legge urbanistica fondamentale, e cioè la legge 1150/1942, e la cosiddetta legge Bucalossi, vale a dire la legge 10/1977) stabiliva gli spazi destinati a parcheggio di cui debbono essere obbligatoriamente dotate le costruzioni: per ogni 20 mc di costruito prevedeva 1 mq di parcheggi.
La legge 122/1989 nota come legge Tognoli incrementa la superficie destinata a parcheggi prevedendone 1 mq per ogni 10 mc. Inoltre all'art.9 disciplina i parcheggi su aree private: negli edifici – sia di proprietà individuale che di proprietà condominiale – si possono realizzare parcheggi, da destinare a pertinenza delle singole unità immobiliari, nel sottosuolo del fabbricato, nei locali siti al piano terreno del fabbricato nonché nel sottosuolo di aree pertinenziali esterne al fabbricato;


La Tognoli introduce anche il PuP, Programma Urbano dei Parcheggi, secondo il quale i Comuni possono prevedere la realizzazione di posti auto, su aree comunali o nel sottosuolo delle stesse, da destinare a pertinenza di immobili privati, concedendo il diritto di superficie dell'area pubblica ai privati interessati, a imprese, società o cooperative di costruzione (tutti soggetti che, una volta realizzati i box, li cedono a coloro che possono destinarli a pertinenza di proprie unità immobiliari).

Il D.M. 1444 del 1968 cosa stabilisce?

Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati a insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’art.17 della Legge 5 agosto 1967, n.765.

Quali sono i contenuti fondamentali della legge 865/1971?

Gli elementi fondamentali della legge 865 riguardano i problemi di pianificazione del territorio. Venivano ampliate le possibilità di intervento dei Comuni, consentendo l'espropriazione delle aree - edificate e non - per la formazione non solo dei PEEP, ma anche di Piani per gli Insediamenti Produttivi (PIP). Veniva inoltre stabilito che le aree PEEP possono coprire fino al 60% del fabbisogno totale di edilizia abitativa per un decennio.
Innovazioni importanti contenute in questa legge sono l'estesa introduzione del diritto di superficie, con conseguente proprietà del bene edificato, su un terreno che rimane di proprietà altrui. Queste norme miravano evidentemente ad aumentare lo spazio a disposizione dell'edilizia pubblica, nell'intento di ridurre il peso della speculazione fondiaria.
L'indennità venne riferita non più al valore di mercato delle aree, ma al loro valore intrinseco. Nelle aree esterne ai centri edificati l'indennizzo veniva posto pari al valore agricolo medio corrispondente alle colture in atto nell'area da espropriare, con un raddoppio a favore del proprietario diretto coltivatore.
Nelle aree comprese nei centri edificati e nelle zone delimitate come centri storici, veniva assunto come base il valore agricolo medio della coltura più redditizia fra quelle praticate nell'intera regione agraria. Tale valore doveva essere moltiplicato per un coefficiente (tra 1 e 5) per tenere conto dell'andamento di mercato delle aree.